“ITALIA ECONOMIA DEL TURISMO”, DATI RECORD NEL 2026

“ITALIA ECONOMIA DEL TURISMO”, DATI RECORD NEL 2026

Evento del Ministero del Turismo al Colosseo con le principali organizzazioni del settore. Nei primi nove mesi del 2026 le presenze registrate in Italia hanno raggiunto quota 523,7 milioni, con un incremento del 4,7%. Pinzger: “Il futuro del settore è nelle imprese e nei territori”.

Il Tempio di Venere a Roma ha ospitato il 17 ottobre scorso un evento organizzato dal Ministero del Turismo dal titolo “Italia economia del turismo! Manifesto per il futuro“. L’incontro si è aperto con un ricordo di Andrea Moretti, l’operaio di ventidue anni deceduto di recente nel cantiere del Colosseo. Nel corso del suo intervento davanti agli operatori del settore, il sottosegretario al Ministero della Cultura Gianmarco Mazzi ha illustrato i dati sui flussi turistici: nei primi nove mesi del 2026 le presenze registrate in Italia hanno raggiunto quota 523,7 milioni, con un incremento del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un andamento che avvicina il settore al superamento del record complessivo dello scorso anno.

Tra i progetti annunciati figurano il primo Forum internazionale del turismo italiano, in programma a Roma il 22 e 23 marzo in collaborazione con Il Sole 24 Ore, e la mostra “Italia Patrimonio dell’Umanità”, che aprirà il 21 aprile alle Terme di Diocleziano con allestimenti dedicati ai 62 siti Unesco nazionali. L’appuntamento ha raccolto le posizioni delle principali organizzazioni di categoria. Marina Lalli (Federturismo) ha auspicato una pianificazione operativa per l’intero arco dell’anno, mentre Giuseppe Roscioli (Federalberghi) ha sottolineato il contributo dell’occupazione generata dal comparto. Per Confturismo è intervenuto il presidente Manfred Pinzger, che ha ricordato come “il turismo sia impresa”. Franco Gattinoni (Fto) ha evidenziato la necessità di puntare sul valore dei servizi offerti lungo l’esperienza di viaggio, mentre Lino Enrico Stoppani (Fipe) ha chiesto l’inclusione della ristorazione tra i beneficiari delle misure per le imprese turistiche. Bruno Sconocchia (AssoConcerti) ha richiamato l’impatto degli eventi musicali dal vivo, indicando per il 2025 un volume di 11 milioni di pernottamenti legati ai concerti.

Pinzger: “Il futuro del settore è nelle imprese e nei territori”

“Il futuro del turismo è l’impresa, il futuro del turismo è il territori. Da presidente di Confturismo Confcommercio, vi dico che per noi il Turismo è prima di tutto Impresa. Più di 400 mila imprese, dagli alberghi ai ristoranti, dai campeggi alle agenzie di viaggio, fino ai porti turistici e alle professioni, distribuite negli 8 mila Comuni della nostra penisola. È grazie a questa straordinaria ricchezza che il turismo è il più importante motore di sviluppo sostenibile, sociale e territoriale che il nostro Paese possiede“. Lo ha affermato Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommercio all’evento “Italia economia del turismo! Manifesto per il futuro” organizzato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi al Tempio di Venere al Colosseo.

“Ecco allora la mia proposta: più identità e più governance delle destinazioni. Il ministero del Turismo deve misurare l’impatto ambientale e la capacità di carico delle destinazioni. Deve destinare incentivi fiscali alle imprese che investono nel rispetto dell’ambiente, nella formazione e nel lavoro straordinario e festivo, così da contribuire a prolungare la stagione. Deve istituire una regia unica per la gestione dei flussi: bisogna coordinare i fondi nazionali dei diversi ministeri, creare biglietti unici integrati e rilanciare il turismo esperienziale, come i cammini e il ciclo-turismo“. “Per noi turismo è anche territorio – ha proseguito – io vengo dalle montagne, come si può notare dal mio accento. In montagna il turismo non si misura soltanto con i grandi numeri. In montagna ciò che conta è che le persone giuste arrivino nei posti giusti e nella stagione giusta. E per ottenere questo risultato dobbiamo governare i flussi“.

“Nel turismo – ha concluso Pinzger – una crescita senza visione e senza sostenibilità rischia di distruggere proprio la risorsa più preziosa che abbiamo: la bellezza e la vivibilità dei nostri luoghi. Ecco allora la mia proposta: più identità e più governance delle destinazioni. Il ministero del Turismo deve misurare l’impatto ambientale e la capacità di carico delle destinazioni. Deve destinare incentivi fiscali alle imprese che investono nel rispetto dell’ambiente, nella formazione e nel lavoro straordinario e festivo, così da contribuire a prolungare la stagione. Deve istituire una regia unica per la gestione dei flussi: bisogna coordinare i fondi nazionali dei diversi ministeri, creare biglietti unici integrati e rilanciare il turismo esperienziale, come i Cammini e il ciclo-turismo“.

Stoppani: “Pubblici esercizi sono imprese turistiche”

“I pubblici esercizi continuano a non essere riconosciuti come imprese turistiche: una scelta tutta italiana, non dell’Europa, che ha implicazioni gravi perché impedisce al settore di essere inserito a pieno titolo nelle politiche di promozione delle destinazioni e di accedere agli incentivi per l’innovazione, la riqualificazione e gli investimenti. Serve rimuovere i profili discriminatori derivanti dall’attuale quadro definitorio di ‘impresa turistica’, come sta lodevolmente provando a fare il ministro Mazzi“. Lo ha detto Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe Confcom, nel suo intervento all’evento del ministero del Turismo ‘Italia economia del turismo! Manifesto per il futuro’ che si sta svolgendo al Tempio di Venere al Colosseo a Roma ed è stato aperto dal ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. “Con 32,3 miliardi di euro, la ristorazione è la seconda voce della spesa turistica, appena 4 miliardi la separano dai servizi ricettivi, ed è al primo posto, con oltre 1,5 milioni di addetti, per la capacità di creare lavoro. Numeri che danno conto del contributo della ristorazione all’economia del turismo e, dunque, del Paese. Non è coerente riconoscere questa centralità e, al tempo stesso, escluderla dall’offerta turistica. La ristorazione non accompagna il turismo: lo orienta, lo qualifica, lo determina, lo migliora. È una rete di imprese che rende la Grande Bellezza italiana viva, reale, produttiva e inclusiva”.

“Per questo – ha sottolineato Stoppani – richiede politiche economiche coerenti per sostenerla, promuoverla e valorizzarla”. “La possibilità di declinare il turismo in diversi modi testimonia la ricchezza dell’arsenale socio-culturale che costituisce il tessuto connettivo e attrattivo del nostro turismo e che, meglio di qualsiasi protezione militare, protegge la nostra economia dalle guerre e dalle numerose turbolenze geopolitiche, come testimoniano i soddisfacenti dati della stagione 2026”. ha concluso.

Sib: “Un suicidio del turismo e dell’Italia mettere all’asta 30 mila aziende balneari”

“Un suicidio del Paese avviare, nelle prossime settimane, decine di migliaia di gare nei 645 comuni costieri per il trasferimento coattivo delle porzioni di demanio e, con queste, le aziende sulle quali insistono, in assenza di un quadro normativo chiaro e uniforme”. È il grido di allarme lanciato da Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari Fipe Confcommercio nel suo intervento l’evento del ministero del Turismo ‘Italia economia del turismo! Manifesto per il futuro’ che si sta svolgendo al Tempio di Venere al Colosseo a Roma ed è stato aperto dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

“Il bando tipo annunciato dal Governo – ha spiegato Capacchione – è del tutto insufficiente se non viene accompagnato da interventi legislativi che aggiornino il Codice della navigazione del 1942 che, ancora oggi, disciplina la materia. Segnaliamo, quindi, anche in questa occasione che “la spada di Damocle” pende sul turismo e, per il peso che esso ha, sull’economia nazionale, sul futuro del Paese. Ci aspettiamo che il Governo e le Istituzioni intervengano per evitare questo “terremoto” che potrebbe essere esiziale per il turismo e l’economia nazionale”.

“Con il 39,2% (dati Istat) delle presenze turistiche complessive il segmento “mare” è il comparto più rilevante del turismo italiano. L’incremento del 6% (dati del Ministero del Turismo) delle presenze turistiche dall’estero in questa estate sono la conferma del successo di questo modello di balneazione attrezzata e che le aziende attualmente operanti sono efficienti e di qualità. Il loro futuro e quello del turismo nazionale, però, è a rischio per l’irrisolta questione della Direttiva Bolkestein”, ha concluso Capacchione.

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