Il vicepresidente di Confcom e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo: “se la situazione dovesse protrarsi rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori”.
Agricoltori e autotrasportatori continuano a protestare contro il rincaro del prezzo dei carburanti, con trattori e camion che presidiano continuano a presidiare vari snodi stradali in Calabria, Sicilia, Basilicata, Puglia e Campania. La conseguenze sono una circolazione molto rallentata e problemi evidenti per la distribuzione delle merci, con alcune stazioni di servizio rimaste senza carburante e supermercati con scaffali sempre più vuoti nelle zone interessate.
“Preoccupano sempre di più gli effetti dei blocchi dell’autotrasporto che stanno interessando diverse aree del Paese, soprattutto nel Mezzogiorno, e che stanno già provocando difficoltà nei rifornimenti di negozi e supermercati, in particolare per i prodotti alimentari freschi e deperibili, ma anche per altre merci, come elettrodomestici e prodotti di elettronica di consumo. Una situazione che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori”: così il vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo..
“Comprendiamo – prosegue Russo – le ragioni del disagio degli autotrasportatori, alle prese con un aumento insostenibile dei costi del carburante e dell’energia, e ribadiamo la necessità di interventi urgenti a sostegno del settore, come già sottolineato nei giorni scorsi. Allo stesso tempo, però, è indispensabile garantire la libera circolazione delle merci e la continuità delle forniture, evitando che le conseguenze della protesta ricadano su altre imprese e sulle famiglie”.
“Per questo – conclude il vicepresidente di Confcommercio – auspichiamo che dall’incontro con il ministro Salvini arrivino risposte concrete e immediate alle difficoltà dell’autotrasporto, creando le condizioni per una rapida rimozione dei blocchi e il ripristino della regolare distribuzione delle merci. Occorre evitare che una crisi già pesante per il settore dei trasporti si trasformi in un’emergenza per l’intera filiera commerciale e per i consumatori”.
Aires: “rifornimenti difficili e danni anche per i negozi di elettrodomestici ed elettronica”
La protesta degli autotrasportatori nel Sud Italia sta causando difficoltà anche alla distribuzione di elettrodomestici ed elettronica di consumo. Piattaforme logistiche, strade e mezzi pesanti bloccati, insieme alla carenza di carburante, stanno impedendo il regolare rifornimento dei negozi e ostacolando le consegne ai clienti, con conseguenze economiche già rilevanti per le imprese del settore. A lanciare l’allarme è Aires, l’Associazione italiana retailer elettrodomestici specializzati aderente a Confcommercio, che richiama l’attenzione sulle ricadute dei blocchi anche per i comparti che commercializzano beni non deperibili.
Le difficoltà segnalate dalle imprese associate mostrano, infatti, come l’interruzione dei trasporti si ripercuota sull’intera catena distributiva, dalle piattaforme logistiche ai punti vendita, fino al consumatore finale. Quando la merce non raggiunge i negozi, viene meno la disponibilità necessaria a soddisfare le richieste dei clienti e quando si fermano le consegne, diventa difficile rispettare gli impegni già assunti. Il protrarsi di questa situazione compromette quindi sia l’attività di vendita sia il servizio al consumatore, particolarmente importante per acquisti come quelli dei grandi elettrodomestici, che richiedono una consegna a domicilio.
Non si tratta, inoltre, di vendite che possono essere considerate semplicemente rinviate: la ripresa dei trasporti non garantisce il recupero degli acquisti mancati durante i giorni di agitazione. Le perdite si accumulano e rischiano di pesare sui risultati dell’intero esercizio, ben oltre la durata dei blocchi.
“Il fatto che i nostri prodotti non siano deperibili – dichiara il presidente Andrea Scozzoli – non significa che possano restare fermi senza conseguenze per le imprese e per i consumatori. Le aziende stanno già subendo danni rilevanti negli approvvigionamenti e nelle consegne, ogni giorno di agitazione genera mancate vendite che peseranno sul risultato dell’anno: non possiamo dare per scontato che quanto non viene venduto oggi sarà recuperato domani”. Per Aires è dunque essenziale che le difficoltà del settore distributivo trovino attenzione nel percorso di confronto tra Governo e autotrasporto. La regolarità della circolazione delle merci è una condizione indispensabile per consentire alle imprese di lavorare e garantire ai cittadini l’accesso ai prodotti e ai servizi.
“Guardiamo con fiducia all’incontro d tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e le rappresentanze dell’autotrasporto. Confidiamo che il confronto consenta di individuare le risorse e superare gli ostacoli burocratici necessari a rispondere alle difficoltà della categoria e a porre fine allo stato di agitazione. Una soluzione tempestiva è fondamentale per far ripartire i rifornimenti e impedire che i danni per la distribuzione e per l’intera economia continuino ad aggravarsi”, conclude Scozzoli.
An.bti: “Anche il trasporto persone è al collasso, subito un confronto”
“Abbiamo letto con estrema attenzione le dichiarazioni diffuse nei giorni scorsi da Confcom e Unatras in merito alla situazione drammatica in cui versano le aziende del trasporto merci, stremate dal perdurare della crisi dovuta al caro carburante. Nel condividere profondamente le loro preoccupazioni e nel compiacerci della notizia della convocazione al MIT del loro settore, rilanciamo, al contempo, il nostro grido d’aiuto: la condizione delle imprese del trasporto persone, e in particolare dei bus turistici che la nostra associazione rappresenta, è assolutamente la medesima e urge convocazione al tavolo anche per il nostro comparto”. Queste le parole di Riccardo Verona, presidente di An.bti Confcommercio, l’Associazione nazionale bus turistici italiani.
“In questi mesi, imprenditori, operatori e autisti del comparto hanno compiuto sforzi immani, sia organizzativi che personali, per limitare i costi e preservare l’equilibrio economico aziendale. Ora, però, la misura è colma e a spaventare maggiormente è la totale assenza di segnali di un’inversione di tendenza. Vedere il prezzo del gasolio stabilmente e ampiamente sopra la soglia dei 2 euro rappresenta una realtà insostenibile, che nel medio-lungo periodo decreterebbe l’inevitabile fallimento della quasi totalità delle aziende del comparto. Siamo pienamente consapevoli che l’Esecutivo stia affrontando difficoltà oggettive di portata globale e sappiamo bene che nessuno possiede la bacchetta magica”. Alla luce di questo, l’Associazione ha chiesto al ministro Salvini, al viceministro Rixi e al Governo un’urgente convocazione anche per le sigle maggiormente rappresentative dei vari segmenti del trasporto persone.
“Desideriamo mettere a disposizione delle Istituzioni la nostra esperienza sul campo, maturata quotidianamente sulla strada, per individuare insieme – e nel pieno rispetto dei ruoli – le soluzioni più efficaci a un’emergenza reiterata e crescente che rischia di paralizzare la mobilità italiana nei prossimi mesi. An.bti – Confcommercio è pronta a fare la propria parte con serietà e senso di responsabilità, e auspica un rapido riscontro da parte del Governo per operare congiuntamente al meglio nell’interesse del Paese”, ha concluso Verona.
Adf: “blocchi stradali per l’aumento dei carburanti, evitare possibili rallentamenti per la disponibilità di farmaci e vaccini”
Le agitazioni degli autotrasportatori che bloccano la circolazione delle merci a causa delle proteste contro il caro-carburanti potrebbero avere conseguenze a cascata anche nella filiera del farmaco, causando ritardi nelle consegne dei medicinali ai magazzini dei distributori intermedi con ricadute anche per la farmacia e la popolazione.
“Per ora nessun allarme, continuiamo ad assicurare la regolarità delle forniture alle farmacie e ai cittadini. È fondamentare garantire alle aziende della distribuzione intermedia di proseguire con regolarità la più efficiente, rapida e capillare dispensazione di farmaci e vaccini, anche in vista dell’imminente campagna di vaccinazione antinfluenzale che riveste un ruolo fondamentale per la salute pubblica. Ben vengano interventi del Governo che consentano anche alle nostre aziende di proseguire nello svolgimento di un servizio pubblico riconosciuto come imprescindibile, oggi più che mai vista la partenza in questi giorni delle campagne vaccinali in farmacia”, ha dichiarato il presidente di Adf Confcommercio, Walter Farris.
I distributori intermedi sono infatti titolari di un obbligo di servizio pubblico: devono provvedere alla consegna dei farmaci richiesti entro tempi brevissimi (massimo 12 ore): in gioco ci sono oltre 100 siti logistici su tutto il territorio nazionale che riforniscono oltre 25mila farmacie e parafarmacie clienti raggiunte fino a tre volte al giorno, nonché ospedali e aziende sanitarie locali, effettuando oltre 90mila consegne al giorno di medicinali, dispositivi medici, parafarmaci e vaccini e percorrendo oltre 350 milioni di chilometri in un anno.
“Anche le nostre aziende – continua Farris – subiscono pesantemente il problema dell’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti: le aziende distributrici garantiscono il rispetto dei massimi livelli di qualità nelle infrastrutture, nei processi (compresa tracciabilità e rintracciabilità) e assicurano la gestione dei prodotti sia nei locali automatizzati e climatizzati, sia durante il trasporto capillare, tempestivo e pluri-giornaliero alle farmacie e parafarmacie dislocate sul territorio, anche nelle aree più lontane e disagiate da raggiungere”.
I distributori farmaceutici, auspicando si giunga rapidamente a risolvere ogni criticità, sono come sempre disponibili, in un’ottica di sistema, a collaborare con le istituzioni e le Associazioni coinvolte per garantire come sempre l’impegno al fianco dei farmacisti del territorio per il più efficiente servizio a tutela della salute di tutti i cittadini.
Adf esprime quindi apprezzamento per l’iniziativa del Ministero dei Trasporti che, ha tempestivamente convocato un Tavolo per affrontare il tema: “riconosciamo a questo Governo la capacità di saper intervenire con efficacia anche nei momenti di forte criticità a tutela degli operatori e della popolazione, certi che si attueranno tutte le iniziative più opportune per risolvere le attuali problematiche ed assicurare anche le forniture di vaccini antinfluenzali ai nostri magazzini, il coinvolgimento dei quali è indispensabile affinché le dosi necessarie giungano attraverso le farmacie e i medici a tutta la cittadinanza”.
Confcommercio Sicilia: “l’Isola rischia una perdita fino a 50 milioni di euro”
Confcommercio Sicilia lancia l’allarme sulle pesanti conseguenze economiche provocate dal blocco dell’autotrasporto che sta interessando l’Isola e che, dopo pochi giorni, sta già mettendo sotto pressione la distribuzione commerciale, gli approvvigionamenti e i consumi delle famiglie siciliane. Secondo le stime raccolte dal sistema associativo, il fermo della movimentazione delle merci potrebbe determinare, nell’arco dei cinque giorni di protesta, un danno economico complessivo compreso tra i 40 e i 50 milioni di euro per la grande distribuzione organizzata e per l’intera filiera del fresco collegata al commercio.
“La situazione è estremamente preoccupante e conferma ancora una volta quanto la Sicilia sia vulnerabile sul piano logistico. In un contesto insulare come il nostro bastano poche ore di rallentamento nella catena dei rifornimenti per produrre effetti immediati sugli scaffali dei supermercati, sulle attività commerciali e sulla capacità delle imprese di rispondere alla domanda dei consumatori”, commenta il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti.
Le maggiori criticità si registrano nel comparto dei prodotti freschi. Le stime indicano infatti perdite comprese tra i 20 e i 25 milioni di euro per le mancate vendite nei reparti ortofrutta, macelleria, latticini e prodotti refrigerati. In molti punti vendita, soprattutto nelle aree maggiormente dipendenti dai flussi provenienti dai principali porti commerciali siciliani, si registrano già difficoltà di approvvigionamento e una significativa riduzione dell’assortimento disponibile. A questi numeri si aggiungono i costi che gravano sulle piattaforme logistiche e sui centri di distribuzione, stimati tra 12 e 15 milioni di euro, derivanti dal blocco delle attività operative, dai ritardi nelle consegne e dall’accumulo di semirimorchi e merci nelle aree portuali.
Particolarmente pesante anche il capitolo relativo alla merce deperibile. Secondo le valutazioni effettuate, il valore dei prodotti che rischiano di essere compromessi a causa dei ritardi nella distribuzione oscilla tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Si tratta di alimenti che richiedono tempistiche estremamente rapide per essere trasportati e commercializzati e che, in molti casi, potrebbero non arrivare mai a destinazione.
“Il danno non riguarda soltanto la grande distribuzione, ogni anello della filiera commerciale e produttiva sta subendo conseguenze economiche importanti. Il rischio è che, con il protrarsi del blocco, si registri un calo dei fatturati giornalieri che in alcune attività può raggiungere il 30-40%, con inevitabili ripercussioni sull’intero sistema economico regionale. Pur nel rispetto delle ragioni che hanno portato alla protesta, non possiamo ignorare le conseguenze che questa situazione sta producendo su imprese, lavoratori e consumatori, chiediamo alle istituzioni regionali e nazionali di concretizzare immediatamente delle risposte dal tavolo di confronto già attivato”, conclude Manenti.
