Aumentano negozi e addetti, ma restano le criticità

Aumentano negozi e addetti, ma restano le criticità

Saldi ,e non solo. II commercio fa registrare in provincia di Trapani dati positivi: a Trapani, Marsala, Mazara e Alcamo si è passati da 5.245 a 5.511 attività commerciali, con un incremento anche degli addetti, che sono saliti da 11.489 a 12.249 unità. Parliamo quindi di 266 esercizi in più e di 660 lavoratori aggiuntivi. Questi numeri non bastano a consolidare una condizione di stabilità, perché nei primi nove mesi del 2025 il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni ha registrato la scomparsa di 59 negozi, soprattutto a Marsala, Mazara del Vallo e Alcamo. E’ il segnale di un sistema che resta fragile. Ne parliamo con il presidente della Confcomniercio Trapani, Pino Pace.

Non è possibile fate una comparazione con Il 2025. Perchè?

«È cambiata in maniera significativa la base di riferimento del settore. I dati elaborati dall’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia mostrano che, tra il terzo trimestre del 2024 e quello del 2025, il numero delle attività commerciali e degli addetti nelle quattro principali città della provincia è cresciuto, rendendo improprio un confronto diretto con l’edizione 2025 dei saldi».

Quali indicazioni arrivano dai commercianti?

«Sulla base dei “sentiment” raccolti tra i titolari delle attività più significative emerge una sostanziale stabilità dei volumi di fatturato rispetto allo scorso anno. Questo dato conferma un ritorno dei consumatori verso i negozi fisici, anche se l’online continua a incidere in maniera rilevante».

Quali sono state le principali scelte di acquisto?

«Si è registrata una chiara preferenza per l’abbigliamento e le calzature, con un’attenzione particolare rivolta ai prodotti per bambini e ragazzi, In generale, i consumatori hanno adottato una linea prudente, orientata ad acquisti ponderati».

Che effetti ha avuto questo comportamento sulla spesa?

«Ha favorito un incremento della spesa pro-capite, perché gli acquisti si sono concentrati su beni di qualità superiore. Si compra meno, ma con maggiore attenzione al valore del prodotto».

Quanto pesano le difficoltà economiche sulle famiglie?

«La crisi non è del tutto alle nostre spalle. La capacità di spesa è fortemente condizionata dal caro-bollette, dalla pressione fiscale e da una redditività che, non riesce a crescere in modo uniforme su tutto il territorio».

Cosa ha consentita di contenere gli effetti negativi?

«Un ruolo fondamentale lo hanno avuto gli effetti positivi del Pnrr e i benefici economici messi in campo dai governi nazionali e regionale. Tuttavia, questi interventi devono essere proseguiti nel tempo, attraverso politiche strutturali che sostengano commercio fisico e famiglie, ben oltre la durata degli strumenti straordinari».

Confcommercio

Pino Pace

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