Il commercio in Sicilia è al collasso

Il commercio in Sicilia è al collasso

Pino Pace, presidente regionale di Union Camere Sicilia. Da diversi anni è impegnato nel settore del commercio.

Presidente come stanno realmente le cose nel settore in Sicilia, vista la miriade di dati e informazioni che ogni giorno ci sommergono?

«L'emergenza Covid, che ha messo in ginocchio l'economia siciliana, è stata una bomba deflagrata nel sistema delle imprese siciliane che avevano già dovuto combattere per lunghi anni contro la crisi economica, iniziata intorno al 2008 e dalla quale ancora in pochi si erano ripresi. I dati forniti dall'aggiornamento di Bankitalia non fanno sconti e non possono che spingerci a una serie di riflessioni sulla situazione drammatica che stiamo vivendo e che ancora in molti, a vario titolo, non riescono a comprendere a fondo».
Quindi settore al collasso?

«Il settore è multiforme, ma ci manca poco. Per esempio nel turismo il collasso è vicino. La ristorazione perde decine di attività quotidianamente, sono in pochi quelli che ce la fatto. Il commercio al minuto nel settore abbigliamento è allo stremo, se non si possono organizzare feste e ristorazioni varie nessuno si attrezza per parteciparvi e quindi non acquista il necessario per recarsi. Non esagero se affermo che ci sono tanti esercenti che hanno difficoltà quotidiane di sfamare le loro famiglie».

Di contro però a fronte delle chiusure degli esercizi commerciali aumentano le richieste della partite iva? Si tratta di un dato veritiero oppure è una fake?

«Può sembrare un paradosso, ma è la verità. A fronte delle chiusure tanti che perdono il posto di lavoro cercano soluzioni nel mondo del commercio. Sono tante le nuove partite iva aperte di recente, soprattutto dalle donn

L'Union Camere che cosa propone a sostegno del settore?

«Che il governo nazionale e quello siciliano per quanto ci riguarda, accelerino con i cosiddetti ristori. Gli esercenti non percepiscono somme a sostegno delle loro attività da diversi mesi e comunque nulla è arrivato nel 2021. Per quanto attiene alla Sicilia ci siamo incontrati con il presidente Nello Musumeci che ha garantito il suo sostegno al settore, ma intanto i mesi passano. Ho visto che a brevissimo tempo saranno presi provvedimenti, intanto salutiamo con interesse il prolungamento della cassa integrazione. ma siamo preoccupato per i licenziamenti che sono stati posterganti a giugno. In quella data quanti esercenti piccoli o grandi saranno in grado di mantenere la piena occupazione?».

La Camera di Conmmercio di Trapani che lei ha diretto per lunghi anni, ha sostenuto con forza l'esigenza della presenza dello scalo aeroportuale di Birgi. A che punto sono le cose adesso?

«Naturalmente il Vincenzo Florio risente della pandemia e delle sue restrizioni. Ho incontrato il presidente dell'Airgest Salvatore Ombra che si è messo al lavoro per il rilancio dell'aeroporto. Per quanto ci attiene i comuni che avevano stipulato l'accordo di co-marketing hanno fatto la loro parte pagando quanto dovuto. Soltanto Pantelleria e Castelvetrano non stanno onorando l'impegno preso a suo tempo. Purtroppo siamo stati costretti a rivolgerci all'autorità giudiziaria».

Lei è uno dei dirigenti sindacali marsalesi su cui i partiti alla vigilia delle elezioni cercano di puntare per un'eventuale candidatura. Tra un anno si rinnova l'Ars, lei si sta preparando?

«No assolutamente. Nella mia vita l'impegno nel sociale si è rivolto verso altre strade, non sono interessato ad alcuna candidatura».